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Csaba dalla Zorza

Tra galateo e miti (da sfatare) contemporanei

Sapere stare a tavola durante il banchetto nuziale, ma in generale trovare la giusta classe, lo stile appropriato, il comportamento da tenere in occasione del matrimonio "è una questione complessa" ci racconta Csaba dalla Zorza, autrice di libri di cucina e lifestyle (si è diplomata a Parigi a Le Cordon Bleu ed è la foodwriter italiana che ispira uno stile di vita al contempo semplice ed elegante). Per molti Csaba è uno dei volti del canale Real Time, sul quale conduce due trasmissioni: Merry Christmas con Csaba e Summer Cooking. Esperta del ricevere con stile e di savoir vivre contemporaneo, per quanto riguarda il wedding, Csaba sottolinea che si tratta di "una serie enorme di impegni, non va sottovalutato nulla... specie in Italia, dove vivono ancora canoni cosiddetti classici che, però, andrebbero rivisti alla luce dell'evoluzione degli usi e costumi anche internazionali".

Insomma Csaba, è tutto da rifare?

Non proprio, comunque dipende da quello che il mercato chiede. Se parliamo di food, la tendenza ormai è quella di un matrimonio destrutturato, di un banchetto più snello, si tratta di lavorare sulla dimensione tempo, per una festa che diverta e sorprenda.

Quali sono i principali 'miti' da sfatare nella cerimonia tradizionale che non hanno più motivo di essere oggi?

Una situazione che preveda, ad esempio, un banqueting tutto in piedi per noi, in genere, è inconcepibile. È una situazione vissuta sempre un po' male dalle generazioni precedenti, da parenti che si sentono a disagio. Dobbiamo anche considerare, al proposito, che l'immagine di un buffet in piedi è ritenuta 'economica', mentre non ci si rende conto che potrebbe costare perfino più di un classico accomodamento 'seduto', più quotata secondo la tradizione.

A cosa possiamo ricondurre questi preconcetti?

Qui si usa ancora sposarsi in età piuttosto avanzata, rispetto all'estero, e non parlo solo di Stati Uniti; con un pranzo di nozze pensato per persone che non abbiano meno di trent'anni.

E il celebre galateo, quale utilizzo se ne fa oggi, sempre che se ne faccia buon uso?

Altro tema cruciale e delicato. Molte future spose non lo considerano, mentre restano importantissimi la disposizione a tavola, il comportamento da tenere con gli ospiti, il modo di comunicare con gli ospiti, ancora oggi in buona parte affidato al classico cartoncino di presentazione. E poi in Italia si sceglie ancora con "l'ottica" del velo, dell'abito lungo, dei guanti... I matrimoni dovrebbero essere più "contemporanei", un termine che piace molto, che si sente pronunciare, ma che si conosce poco.

Ci può fare qualche esempio sempre nel settore del food?

Dicevo prima di come stare seduti a tavola: ecco, se abbiamo organizzato il rinfresco con tre portate, antipasto, primo, secondo e dolce, poi la torta nuziale, a mio avviso, è "piatta", decisamente superata. La crostata di crema e frutta andrebbe sostituita, ad esempio, con meringhe, biscottini, confetti che conducono molto più opportunamente alla festa danzante vera e propria, all'americana. Ma vorrei tornare ancora al fattore tempo: se si consuma, per esempio, l'aperitivo e l'antipasto in piedi, ci si può anche sedere per due ore, che è un tempo ragionevole, ma non di più, direi di bandire le famigerate cinque ore e mezzo di una volta, che sfiancano gli invitati.

Due ore a tavola posson bastare?

Sono più che sufficienti, il resto del banchetto dovrebbe svolgersi in piedi, anche per poter parlare adeguatamente con gli ospiti, per il piacere di stare con loro ed anche per evitare di sedere cinque ore ed essere costretti a parlare solo con le due persone vicine, con le quali si potrebbero non avere così tanti argomenti da condividere. Si decide chi frequentare quella giornata, evitando noia e frustrazione, perciò l'ambiente deve essere ben organizzato in tal senso.

Da quanto ci sta dicendo, percepiamo l'esigenza di attivare una certa creatività, anche per quanto riguarda la location...

Certamente, oggi è davvero anacronistico scegliere la classica villa con sala da pranzo; sono molto più indicati ambienti diversi tra loro, dove gli ospiti possono spostarsi liberamente. Consumano l'aperitivo, poi il pranzo e poi si spostano in un terzo ambiente, magari esterno, all'aperto, clima permettendo, dove prendere la wedding cake: da quel che vedo, al momento l'unica tendenza in grado di attecchire anche qui da noi.

Perché la classica torta è in declino?

Una crostata può andar bene per un anniversario o un compleanno, mentre oggi è molto più bella e scenografica la wedding cake a tanti piani, negli Stati Uniti non hanno ancora svelato il segreto di quelle costruzioni meravigliose, anche perché hanno un impasto diverso nello zucchero, ma anche in Italia iniziano a produrne, senza arrivare ai livelli di Buddy, certo... (Csaba si riferisce a quegli spettacolari edifici dolci della popolare trasmissione, sempre in onda su Real Time, protagonista il pasticcere Buddy nel ruolo del Boss delle torte, ndr). Anche in Italia, personalmente ricordo un'ottima collaborazione con una pasticceria di Bari di alto livello, dove abbiamo raggiunto risultati egregi.

Ci diceva del fattore tempo: come starebbe cambiando rispetto al passato?

Tonriamo al comncetto di matrimonio 'destrutturato', di un tempo più fluido. Nella diversa organizzazione della cerimonia, per esempio, una volta il fotografo impegnava gli sposi in momenti poco opportuni, prima di andare a tavola e tutti noi ricordiamo senz'altro quelle eterne attese... adesso il fluire del tempo intorno alla cerimonia è appunto estremamente più pensato e fluido, si devono evitare tempi lunghi o morti, si fa il film, non si bloccano più gli sposi e alla fine anche l'arrivederci agli ospiti si fa leggero e carino, si consegnano le bomboniere tipo take away.

Sfatiamo il mito delle formalità...

Esatto, perché un eccessivo aspetto formale rischia di ingessare la coppia, sa di qualcosa di vecchio, bisogna cambiare mentalità senza perdere, tuttavia, le buone maniere.

E allora eccoci a parlare di Bon Ton e Galateo.

Già, ma occorre sfatare il mito di questi due termini, ovvero recuperarlo e attualizzarlo. Le buone vecchie maniere possono anche andar bene se parliamo di un effetto vintage, se è quello lo scopo che si vuole ottenere; altrimenti c'è una gran differenza tra buone maniere e quel che tutti chiamano Bon Ton. Se parliamo di Bon Ton in genere viene in mente l'infiocchettamento di un evento tipo english style, mentre il Galateo è come un codice, un vero e proprio alfabeto, ma bisogna saperlo usare. Va tradotto e adattato ai nostri giorni, non puoi prenderlo così com'è, com'è stato scritto 500 anni fa e pensare di applicarlo senza accorgimenti. Il suo fil rouge resta quello di dettare una sorta di decalogo di regole, ma dobbiamo vedere in quale tipo di ambiente operiamo, dove realizziamo, ad esempio, l'apparecchiatura di una tavola.

In questo senso Real Time e i suoi programmi forniscono molti utili consigli.

Le trasmissioni tv aiutano a capire i contesti e le varie esigenze di cambiamento, di tempi e modi. Ciò che resta valido del Galateo sono senz'altro l'educazione e il buon senso, le regole del saper vivere. Mi viene in mente un altra grande fonte di ispirazione e comportamento, quelle deliziose norme lasciateci negli anni Sessanta da Donna Letizia, dietro c'è la morale delle favole, un tipo di regola che funziona sempre. Naturalmente anche quelle norme vanno rilette alla luce dell'oggi. Infine, non dobbiamo dimenticare che il matrimonio è una grande esposizione alle relazioni personali, è un po' il debutto in società di una coppia e tale va considerato quando si pensa alla classe e al garbo con cui ci si deve comportare e presentare. È il primo momento sociale di una coppia, che entra in contatto col mondo.

 

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