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AltaRoma, Rani Zakhen: ritorno ai fasti degli antichi Imperi

Presentata alla Ex Dogana la collezione Haute Couture autunno inverno 2017

Appassionato di gioielli e di gemme, Rani Zakhem crea una collezione che ricostruisce, con i suoi ricami e le sue lavorazioni, il fascino irresistibile delle pietre preziose. 
Come nella corte imperiale Russa e quella dei Maharaja Indiani della fine dell'ottocento, le preziose parure simboleggiano il potere e la ricchezza di chi le indossa.
Mille racconti di un fasto oramai dimenticato, non solo un omaggio alla maestria dell'arte orafa e alla bellezza delle pietre preziose.

In questa collezione, Rani Zakhem crea molto di più di uno sfavillante incanto di colore, ma intende citare la magnificenza degli Imperi oramai scomparsi.  Reinventa la seduzione, arricchendola di opulenta maestosità, facendo rivivere le principesse scomparse e riportandoci nelle terre della Russia e dell'Impero Indiano, tra le corti dei Romanov ed il palazzo del Maharanè di Baroda. Ci racconta una fiaba, ci trasporta in un mondo in cui gli outfit sono scolpiti con la materia di cui sono fatti i sogni.

La collezione si dipana racconto dopo racconto. Ogni abito rappresenta un gioiello o una pietra preziosa, con bagliori accennati, colori accesi e forme sinuose, rubate alle parure più preziose. Come nell'abito in velluto di seta ametista in cui la scollatura è ornata in trasparenza da cristalli, come un preziosissimo collier di diamanti, o nella mise di velluto péridot in cui la schiena e la scollatura in tulle sono ornate di  croisillons preziosi su cui brillano una miriade di cristalli verdi; oppure nell'opulento e prezioso abito "diamante nero", morbido, fasciante e flessuoso nel suo scintillio opaco.

Abiti come gemme preziose si susseguono in passerella. Ecco lo zaffiro, nel velluto cangiante  come la notte polare incipriata da un nugulo di stelle; l'ardente e sensuale rubino che gioca con il corsetto dalle applicazioni di pizzo e tulle. L'enigmatica ematite, che vive in un abito color fumo decorato di un patchwork di merletti grigi e neri, illuminati da una leggera luce simile ad una prima neve su una foresta inaccessibile. La romantica evanescenza di un abito lungo in tulle con riflessi di oro rosa e mazzi di fiori sfavillanti dipinti a mano.

Qua e là un tocco di pelliccia, preziosa come un gioiello, tra volpi selvagge nere o argentate, e i manicotti di cincillà che rievocano le fughe gioiose  attraverso le steppe innevate.
La delicata carezza del velluto fa di ogni abito uno scrigno per la donna che lo indossa, perchè il gioiello più prezioso è proprio lei, con la sua bellezza e il suo irresistibile fascino, vera protagonista di una collezione in cui i tagli romantici ricordano le linee del XIX secolo.

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